Anche se noi siamo fatti di carne al contempo risuoniamo però con le dimensioni sottili di cui noi facciamo parte. L’essere umano infatti può essere paragonato a un interfaccia tra materia e spirito. Genericamente definiamo spirituale tutto ciò che viene dall’intangibile, per cui si fa presto a dire “spiriti” quando invece esistono delle differenze sostanziali.
Ci sono gli spiriti angelici o demoniaci, e le entità disincarnate come quelle dei Maestri che guidano l’umanità. Fra questi si collocano a volte gli alieni, quando si presentano in forma sottile e con il compito di assistere i “fratelli umani”. Ci sono poi gli spiriti dei defunti, che non sempre riposano in pace, e infine ci sono gli elementari, ovvero le forme pensiero che vengono agglomerate nella dimensione a cavallo tra l’emozionale e il mentale..
Queste possono diventare vere e proprie persecuzioni ossessive da impossessare l’essere umano che si è lasciato invadere da tali onde negative (vedi al sito di Procaduceo Le forme pensiero)
Allo stesso modo ma in forma più potente si possono attirare gli spiriti erranti, ovvero quei defunti che non sanno staccarsi dalla dimensione terrena, a causa di forti legami che ancora provano verso la materialità. Questi possono letteralmente invadere la volontà di soggetti deboli, o dalla psiche contorta o poco pulita, imponendo in qualche modo le loro passioni e pulsioni (vedi al sito di Procaduceo Gli spiriti erranti)
Infine passiamo alla categoria dei demoni, gli spiriti del male, che si impossessano talvolta dell’animo della persona quando questa, per le ragioni sopra indicate, si rivela aperta e vulnerabile. Gli scompensi e le disarmonie facilitano l’apertura su dimensioni potenzialmente pericolose. Per esempio, si scrive nel link sugli spiriti erranti, un attacco di rabbia che fa “perdere la testa” in effetti sbalza lo spirito del soggetto fuori dal suo corpo e permette così a quelle entità vaganti o demoniache di prendere possesso all’interno di quel corpo.
Tutto ciò che porta “fuori di sé”, grandi spaventi, tensioni, frustrazioni, e ovviamente rabbie, aprono la psiche dell’individuo che diventa così più vulnerabile nei confronti di tali attacchi.
Ecco perché è sempre consigliabile non coinvolgersi in compagnie disarmoniche o che hanno a che fare con l’occulto. Troppo facilmente l’equilibrio psico-fisico viene destabilizzato!
A proposito di esorcismi
Scrive Ambra Radaelli su Repubblica a settembre. 2004: Dice padre Gabriele Amorth, presidente onorario dell'Associazione internazionale esorcisti: "La mia grande battaglia, iniziata nel 1986, è stata convincere i vescovi che il diavolo non solo esiste, ma crea fenomeni. D'altronde, molti non avevano mai visto né sentito parlare di esorcismo, una pratica che era quasi abbandonata da circa 300 anni". L'Associazione è stata fondata nel '91, e tre anni dopo è diventata internazionale. "Impossibile sapere quanti sono oggi gli esorcisti. Io direi che in Italia sono più di 300, ma pochissimi a tempo pieno come me: molti dedicano a questa attività uno-due giorni la settimana. All'estero la situazione è disastrosa: in Paesi come Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo sono assenti, o al massimo ce ne sono un paio".
"Si parla di esorcismo quando la Chiesa domanda, pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto siano protetti contro l'influenza del Maligno e sottratti al suo dominio": questa la definizione di Medina Estévez.
Precisa monsignor Attilio Cavalli, esorcista della diocesi di Milano: "L'esorcismo è un'intensa invocazione a Dio perché allontani il male, di qualsiasi genere, dalla vita delle persone. Il termine significa infatti "tenere lontano". In casi di particolare tormento o assalto da parte del Maligno, è possibile fare una speciale implorazione per ottenere la liberazione dal male, che viene concessa esclusivamente da Dio".
Amorth afferma di non fare letture ad hoc: solo il Vangelo, in particolare il prologo di San Giovanni, "che parla della cacciata dei demoni. Neppure io", dice, "sapevo nulla di esorcismi quando il cardinale Ugo Poletti mi ha nominato. Lavorando con Candido Amantini, il mio maestro (padre passionista, famosissimo a Roma, ndr), mi sono accorto del numero delle richieste".
Mestiere duro, quello dell'esorcista. "Serve una grande capacità di ascolto, una lunga opera di cura spirituale e pazienza", dice monsignor Giovanni Battista Proia, canonico di San Giovanni in Laterano, a Roma, e da vent'anni esorcista.
"Il che spesso rende il lavoro gravoso: devo fare centinaia di colloqui, ascoltare racconti noiosi e ripetitivi. Questo mi dà una grande stanchezza, fisica e psichica. Ma non posso fare altrimenti: guai a pretendere di capire e giudicare subito. La gente viene già con l'idea di volere l'esorcismo, che però è opportuno in cinque casi su mille. Il 90% soffre per turbamenti umani: incomprensioni in famiglia, scuole frequentate controvoglia, senso di inferiorità, incertezze, amarezze, sconfitte. In questi casi do qualche consiglio e una benedizione. Gli altri possono essere affetti da disturbi psichiatrici, o da un'epilessia magari nascosta. Per questo, io chiedo anche di quali malattie si è sofferto da bambini e da adolescenti".
"Il rituale", spiega il cardinale Medina Estévez, "elenca alcuni criteri per capire se ci si trova di fronte a una possessione. Tra questi: parlare o capire lingue sconosciute; rendere note cose distanti o nascoste; possedere forze al di là della propria condizione; mostrare avversione a tutto ciò che è sacro". Ma i nostri esorcisti non sono così legati alla regola. "In assenza dei quattro parametri", spiega Proia, "si può parlare di presenza diabolica quando si ha un'inspiegabile agitazione, un'amarezza verso la vita, un senso di freddo, l'impressione di vedere ombre". Secondo Amorth, "i quattro fenomeni si verificano durante l'esorcismo, non prima. Per stabilire se c'è possessione, io considero l'avversione al sacro, l'appartenenza a sette sataniche e la partecipazione a sedute spiritiche".
L'esorcismo
Come si svolge un esorcismo, lo raccontano Proia e Amorth. "È una sorta di confessione, ma un po' più lunga", dice il primo. "In un luogo appartato, la persona si inginocchia e prega assieme a me. Io recito formule particolari, lui mi segue. Gli impongo le mani sul capo, gli faccio il segno della croce sulla fronte, lo aspergo con acqua benedetta. Di solito, il soggetto è piuttosto tranquillo; talvolta, invece, è agitato, grida". "A volte i posseduti vanno legati; bestemmiano, si scuotono, dicono parolacce", dice Amorth. "Al demonio, l'esorcista si rivolge sempre con forme di comando: "Nel nome di Cristo, vattene!", oppure: "Dimmi il tuo nome". In genere non vuole parlare, per non scoprire le proprie carte. Ma alcuni (ce ne sono tantissimi, gerarchizzati: Satana è il loro capo) alle mie domande rispondono: "Questo è mio, me l'hanno dato", dicono, riferendosi al posseduto. "Quando andrai via?", chiedo. "Quando sarà morto". Domando il nome del demonio, se è solo o sono diversi, quando lasceranno la persona, come e perché sono entrati in lei".
E come sceglie i suoi obiettivi il diavolo? "Alle volte sono loro stessi a esporsi, praticando l'occultismo. Oppure, sono vittime di malefici commissionati da altri: non è facile trovare chi li pratica - la maggior parte dei maghi sono imbroglioni - ma è possibile. Nel caso dei santi, poi, il diavolo entra in loro per di-stoglierli dal bene". "Maggiormente colpiti sono i più docili e vulnerabili", aggiunge Proia, "gli adolescenti, i malati, i soggetti dalla psiche contorta, vittime di fissazioni. Più i maschi, perché, a differenza delle donne pensano di poter risolvere il problema da soli, e vengono da noi quando il danno è già fatto".
"Il maligno è nemico di Dio", spiega Cavalli. "Quindi, si avventa specialmente contro chi lo segue. Va però ricordato che Dio non permette che veniamo messi alla prova al di sopra delle nostre forze; il demonio non può togliere la libertà né la vita; Cristo, nella morte e risurrezione, lo ha già sconfitto". Anche se per farlo uscire da un posseduto, dice Amorth, "ci vogliono anni, e non accade quasi mai durante l'esorcismo, ma spesso in un tempio mariano o mentre la persona è intenta alle solite faccende. Uno dei miei lavori più duri fu su un contadino semianalfabeta. Levitava a due spanne da terra e parlava perfettamente l'inglese, ripetendo: "I am Lucipher, king of scorpions".
Il diavolo è uscito da lui nella data che aveva preannunciato, durante il lavoro nei campi. Il ragazzo ha avuto l'impressione di emettere un altissimo grido, che però nessuno ha sentito".
Cosa vuole Satana? Proia: "Allontanare da Dio, conducendo al peccato". Amorth: "Le anime". Per arrivare a questi scopi, "può provocare sciagure, come la collisione di treni o roghi. Ecco perché il suo intervento in Sicilia non si poteva escludere a priori". "Sono casi che si possono verificare, ma ovviamente sono da valutare con molta prudenza", ammonisce Cavalli. "Vengono detti infestazioni diaboliche. Vanno sottoposti al vescovo, che può autorizzare particolari preghiere con la guida di un sacerdote". (Tratto da Evoluzioni, articolo di Carla F. Caporale)









