Col nome di Angeli, dal greco Angelos, vengono definiti i "figli di Dio", i Ben Elohim. Noti come i caduti, i Refaim o Rafaim, gli Enalim o Enim, ovvero i giganti. I Malakim, ossia i messaggeri, gli esseri chiamati Sukkali che il dio assiro-babilonese Anu aveva al suo servizio.
Agli assiro-babilonesi si attribuisce l’origine dei nomi degli angeli, in particolare quelli dei Cherubini e dei Serafini e, se pensiamo che gli ebrei furono deportati a Babilonia, ove rimasero per un lungo periodo, è inevitabile desumere che assimilarono molti usi e costumi da questa civiltà.
Il Kemot, il "Libro dei Nomi" contiene l’elenco dei settantadue angeli che stanno intorno al trono di Dio; nomi determinati a seconda dei quattro punti cardinali. Il settantadue è un numero precessionale (vedi articolo: "la Costellazione del Drago riprodotta ad Angkor") che si ritrova nella scala vista in sogno da Giacobbe composta appunto da settantadue gradini. E in eguale numero erano i discepoli scelti da Gesù e gli anziani della Sinagoga.